Dieta Mediterranea
La dieta mediterranea si ispira alle tradizioni alimentari delle popolazioni che vivono sulle sponde del Mar Me-diterraneo, in particolar modo in alcune aree del sud dell’Italia e della Grecia.
Entrano a far parte della dieta mediterranea innumerevoli alimenti: pane, pasta, cereali, (in molti casi il consumo si orienta verso prodotti integrali, più ricchi di vitamine, minerali ed antiossidanti), diverse verdure,ortaggi vari, e legumi ed in fine frutta di stagione che può essere consumata sia come spuntino sia per completare un pasto. Un particolare interesse è rivolto ai prodotti vegetali ( cereali, legumi, frutta e verdura), per la loro funzionalità; infatti rappresentano una fonte appropriata per il nostro fabbisogno energetico, sono ricchi in minerali, vitamine e altre fitosostanze antiossidanti essenziali per il nostro organismo; inoltre sono fonte di fibra vegetale, importante per la regolazione della funzionalità intestinale e delle funzioni metaboliche dell’organismo.
Nella dieta mediterranea gli alimenti di origine animale si trovano invece in quantità moderate, ad esempio la carne fornisce solo un terzo (1/3) delle proteine totali.
Latte e yogurt sono di consumo giornaliero, mentre il formaggio (quelli stagionati) viene aggiunto alla pasta , piuttosto che consumato isolatamente, si preferisce infatti un formaggio.
Meglio le carni bianche ed il pesce che vengono inserite con regolarità nell’arco della settimana, la carne rossa massimo 1-2 volte nell’arco di un mese. Fra i grassi di cottura o di condimento ha un ruolo predominante l’olio extra vergine d’oliva, alimento ad elevata densità energetica con caratteristiche nutrizionali essenziali, legate alla presenza di un grasso in particolare (acido oleico) e di sostanze antiossidanti (po-lifenoli).
Come ultimo punto va ricordato il consumo del vino in quantità moderata e appropriata ad alcuni stati di salute.
La dieta mediterranea è un eccellente modello alimentare non solo per la popolazione in generale ma anche per gli sportivi ed i bambiniin età scolare.
Possiamo concludere dicendo che numerosissime evidenze sperimentali indicano nella dieta mediterranea un modello idoneo alla prevenzione delle malattie croniche degenerative, in primo luogo le patologie cardiovascolari e le neoplasie.
La sua credibilità risiede nella proposizione di un insieme armonioso di alimenti sani, per le proprietà e le funzionalità degli elementi in esso contenuti e gradevoli per le proprietà organolettiche.
Alfonso Cascone
Medico in tecnologia alimentare
e scienze degli alimenti e nutrizione umana.
La giusta dieta
La piramide alimentare che oggi tanto viene presa in considerazione come modello per una corretta alimentazione deve essere ben interpretata, infatti esperti dell’alimentazione e degli alimenti sono in grado di spiegare in maniera dettagliata il corretto utilizzo.
Il fatto che nella parte alta della piramide vengano indicati determinati alimenti, come cibi altamente calorici per il contenuto in grassi e zuccheri, ciò vuol dire che il consumo deve essere limitato, ma a mio modesto parere è più corretto dire: consumati nella giusta dose e proporzione.
Nella parte bassa della piramide invece troviamo frutta, verdura, pasta, pane e cereali (carboidrati) che rappresentano i cibi con il più alto contenuto in fibre, vitamine (antiossidanti) polisaccaridi e carboidrati. Ciò vuol dire che il consumo di questi è di gran lunga maggiore o per essere precisi potrebbe essere considerato di consumo giornaliero, rispetto ai cibi che occupano la parte alta della piramide.
Ma bisogna fare delle considerazioni e delle dovute precisazioni basate su studi medico scientifici. La dieta a basso tenore di grassi e alte di carboidrati raccomandate come diete salutari e preventive sono vere solo in parte; tende comunque a favorire le cardiopatie e l’insorgenza di diabete di tipo II, specialmente nei soggetti con alta reattività insulinemica. L’attenzione è rivolta a tutto ciò che consente di ottenere una modulazione nella quantità di zuccheri nel sangue, scongiurando le conseguenze di una iperglicemia, (con l’assunzione di carboidrati nella giusta proporzione). Infatti l’effetto ormonale dell’introduzione di un quantitativo calorico rappresentato da carboidrati è differente dall’effetto ormonale provocato dalla stessa quantità di calorie date dalle proteine o dai grassi. Il meccanismo che regola la nostra fisiologia umana in questo caso è data da due fattori ormonali: il nostro pancreas produce due ormoni antagonisti l’insulina e glucagone.
L’insulina fa scendere il livello di zuccheri nel sangue e ne stimola l’immagazzinamento nei muscoli e nei tessuti adiposi. Il glucagone fa salire questo livello “smontando” gli zuccheri dai tessuti adiposi.
Mangiando troppi zuccheri stimoliamo il pancreas a produrre insulina. Mangiando troppe proteine lo forziamo a secernere glucagone.
Entrambe le situazioni di squilibrio producono i loro inconvenienti. Lo scopo della modificazione del regime alimentare, è quello di instaurare una situazione metabolica che permetta l’equilibrio tra insulina e glucagone attraverso una modulazione indotta dai cibi che mangiamo. Seguendo una dieta o meglio, un regime alimentare idoneo, si agirà su tutti questi fattori di rischio eliminandoli e attenuandone gli effetti negativi.
Alfonso Cascone
Medico in tecnologia alimentare
e scienze degli alimenti e nutrizione umana
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